Come le biografie dei grandi artisti ci insegnano a vivere
 

Beatles, la biografia di Ernesto Assante e Gino Castaldo

di Ernesto Assante e Gino Castaldo

Economica Laterza 2014

(Le parti in corsivo sono citazioni riprese dal testo che qui si recensisce, così, per chiarezza)

In meno di dieci anni, tra il 1962 e il 1970, quattro ragazzi di Liverpool cambiano la storia della musica pop e non solo. Insieme a Bob Dylan e i Rolling Stones amplieranno le strade che potrà prendere anche il rock da loro in poi. La storia dei Beatles come gruppo è brevissima, non la loro influenza.

 

Con Beatles, Assante e Castaldo si imbarcano nel compito impossibile di spiegare il portato culturale dei Beatles in un tempo tanto distante in cui molte cose vengono ormai date per scontate. E lo fanno da grandi apprezzatori di questo gruppo e con una conoscenza storica tanto solida. Raccontano come la musica dei Beatles abbia intercettato bisogni culturali inespressi, liberato nuove coscienze e guidato un cambiamento come prima solo il cinema era riuscito a fare.

Il libro riparte dal lavoro che Assante e Castaldo fecero per le loro lezioni sulla discografia dei Beatles, tenute all’Auditorium Parco della Musica di Roma e che loro stesso definiscono come “una delle cose più belle della loro carriera”. Io dov’ero? Me le sono perse tutte.

 

L’ambizione è in parte quella di comprendere la cultura popolare del XX secolo e decodificare un’eredità musicale straordinaria. Di quegli incontri il libro riprende la struttura: ogni capitolo, un album. In ogni capitolo Assante e Castaldo risalgono al processo di creazione di quei lavori musicali che influenzarono tutta la musica popolare arrivata dopo. Le storie individuali e le dinamiche tra gli elementi del gruppo sono funzionali a raccontare la nascita dei dischi. Questo è il principale portato del libro.

 

Ma raccontando i dischi il libro ricompone anche il quadro storico che, in Europa e in America, preparò quel terreno culturale che seppe accogliere i cambiamenti musicali e chi li rappresentava, tra questi i Beatles. Il contesto culturale dei dopo guerra che consentì anzi cercò una rinascita dalla distruzione e la morte; una rinascita che fu anche musicale e che in America soprattutto diede ascolto ai giovani, in politica (eleggendo John Kennedy, il presidente più giovane della loro storia) come nelle arti.

 

Beatles è un libro pieno di aneddoti e curiosità divertenti sulla vita della band ma soprattutto sulle canzoni. Di ogni canzone spiegano la nascita, danno informazioni originali sulle tecniche del suono, della composizione, dell’esecuzione e di molte edizioni rare.

 

Ci sono passaggi che sono storia della musica e insieme ai quadri storici chiariscono anche ai più scettici la portata dell’innovazione musicale rappresentata dai Beatles.

 

Forse manca la parte dei ritratti umani dei quattro, ma in effetti questo è il portato proprio solo delle biografie e autobiografie.

 

Lezioni e Riflessioni sparse

  • Ho capito che i Beatles hanno cambiato un grande paradigma: fino ad allora l’arte era considerata una produzione individuale, un artista che opera da solo. I Beatles invece mostrano che l’arte può essere un fatto di gruppo. Sono una band forte e coesa (anche se per poco!), quattro ragazzi che indossano anche gli stessi vestiti e la loro voce è spesso corale.

 

  • Ho capito che la musica pop tutta deve moltissimo ai Beatles; gli autori e le band che li hanno seguiti così come quelli che teoricamente li hanno criticati e rifiutati. Devono comunque ai Beatles semplicemente per tutto quello che i Beatles hanno scardinato, innovato e inventato.

 

  • Ho imparato che Revolver è uno di quegli album in cui lo studio di registrazione diventa uno strumento musicale in sé! Nato in studio, non è eseguibile dal vivo. Il disco come produzione creativa in sé.

 

Un video

Mi piace moltissimo questo video. Sono ancora insieme per l’ultima volta. Tutto si è già sgretolato però nella musica che si passano si vede ancora anche un passaggio dei sorrisi e dell’intesa degli inizi. Peccato.

 

 

“Rooftop Concert”

3 Savile Row, Londra.

30 gennaio 1969

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