I libri non di musica più belli degli ultimi mesi ~ 2023
Un volo sui libri non di musica più belli degli ultimi mesi ~ 2023
Storia della mia gente, di Edoardo Nesi (Bompiani 2021). È la storia del settore tessile italiano, gloria e caduta, che sembra una storia tanto specifica ma in realtà si allarga ad una valutazione del Paese Italia. Mooolto interessante perché è un’esortazione alla normalità; perché mi ha spiegato come gli imprenditori del dopoguerra furono trasportati tutti, capaci e incapaci insieme, verso un unico miracolo mai più ripetuto; per aver saputo dire benissimo perché l’alternativa all’occidente è l’incubo; e perché mi ha fatto conoscere uno scambio amoroso letterario tanto bello e disperato, quello tra Fitzgerald e la sua Zelda: “Mi sono innamorato di un turbine di vento, e devo tessere una rete grande abbastanza da imprigionarlo e cacciarlo via dalla mia testa, una testa piena del tintinnio di monete che sfuggono via, l’incessante carillon del povero…” E Zelda anni dopo, dalla clinica psichiatrica in cui era finita, sembrava rispondergli: “Scott, ti amo più di ogni altra cosa sulla terra e, se ti sei offeso, io sono disperata. Ti prego amami. La vita è molto confusa. Io ti amo.”
La vita è molto confusa, è vero.
Il posto della guerra, e il costo della libertà, di Vittorio Parsi (Bompiani, 2022). Libro impegnativo e serio, avevo deciso di non leggerne perché mi ci ammalo e perché voglio diventare più leggera, poi però ogni tanto me ne scappa qualcuno. Molto molto preciso sul perché di questa guerra in Ucraina. Sul perché sostenerla. Sul quanto e cosa siamo disposti a pagare per mantenere la nostra dignità e libertà (pare molto poco). La pace è possibile solo nella libertà. E sì che dovremmo saperlo ormai che ci sono rese che sono solo annullamenti. Avrebbero dovuto insegnarcelo tutti i nativi cancellati dalle loro terre, dalle loro storie, ridotti a fenomeni da museo a cui al massimo chiedere poi timidamente scusa. Avrebbero dovuto insegnarcelo gli indiani d’America, chiusi in riserve o disperati dentro bottiglie di alcol. Ne ho incontrato uno in Montana, guidava un Uber, aveva gli occhi bellissimi ma tristi tristi. Mi vergognai nel lasciargli la mancia.
La pace non è un diritto e non è gratis. La libertà non è un diritto e certamente non è gratis. In caso qualcuno avesse ancora un dubbio.
Riflessione, anzi, lezione molto interessante quella di Parsi dunque, per noi culi caldi cresciuti nel benessere che diamo la pace e la libertà per scontate, pronti a fare i pacifisti con i territori degli altri.
Giù nella valle, di Paolo Cognetti (Einaudi, 2023). Per la chiarezza, il coraggio di fare una fotografia spietata anche di luoghi naturali che lui ama moltissimo, in questo libro la Val Sesia. Gli esponenti della comunità montana si sono risentiti per la realistica fotografia del loro “volto sporco e cattivo”. Pazienza.
Proprio quest’anno, in Sardegna, dopo l’ennesimo recupero di un cane con una catena al collo, malato e reso un fantasma che si avvicina alla morte, dopo l’ennesimo gatto moribondo portato ad addormentare che nessuno ‘aveva visto’, dopo l’ennesima denuncia al subumano del paese che teneva un cane in un serraglio di due metri, in uno strato di merda e piscio, ecco, proprio quest’anno ho capito chiaramente che ogni luogo è dato da un Fattore Naturale, che possiamo amare e che sempre ci terrà il cuore (per me della Sardegna l’odore di mirto e di elicriso, le rocce rosa al tramonto, Tavolara misteriosa, il mare freddo, cristallino e salato, le caprette, gli ulivi antichi, i corbezzoli fioriti…); e da un Fattore Umano che possiamo disprezzare profondamente e decidere di non tollerare più.
Non ti manchi mai la gioia, di Vito Mancuso (Garzanti, 2023), il mio teologo, laico e filosofo preferito. Ad avercene di persone così nei dibattiti seri, in quelli su temi titanici e mostruosi che diventano derby e finiscono a bottiglie di birra e rutti concettuali, si intende.
Che non ti manchi mai la gioia è un manuale di riflessioni per capire cosa vogliamo essere, che umani vogliamo diventare, e come provare a farlo.
È un manuale per la liberazione interiore. Liberazione dagli stalli e dalle trappole con cui noi uomini ci pavimentiamo l’esistenza. In una condizione, quella della nostra vita, già di per sé autenticamente pesante poiché alle prese con sé stessa.
“In fondo, il nostro unico dovere morale è quello di dissodare in noi stessi vaste aree di tranquillità, di sempre maggiore tranquillità (Etty Hillesum)”.
Alla fine è una bussola per vivere meglio questo libro. Ancora più preziosa perché me l’ha regalata mia mamma. Che non sa scrivere dediche ma quello che sceglie è in sé la dedica per la mia vita.